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Il progetto La cooperativa Pro.Ges. ha il compito di gestire e organizzare le attività del Centro Estivo per ragazzi diversabili del territorio "Bassa est", su incarico dei Comuni di Torrile, Colorno, Mezzani e Sorbolo, in accordo con la progettazione complessiva dell'ASL, Distretto di Parma. Il nostro centro ha la duplice funzione di offrire ai partecipanti opportunità di benessere e di socializzazione positiva in un mese difficile come agosto, nonché di offrire un sostegno concreto alle famiglie che necessitano di una continuità di intervento su base annuale, la cui interruzione comporta spesso disagi e difficoltà non prevedibili. Alcuni bambini con famiglie iperprotettive non hanno, durante l'anno, possibilità di sperimentare esperienze considerate scontate, come la piscina appunto, o come andare in un agriturismo, a contatto con la natura e gli animali. Nella preparazione del centro estivo il nostro impegno progettuale è orientato a consolidare i percorsi positivi, a fare proposte nuove, tenendo conto anche dei limiti e delle carenze evidenziate nella valutazione d'équipe e soprattutto delle indicazioni e nuovi bisogni delle famiglie. Tutto questo con la finalità di offrire un servizio migliore ai bambini, ragazzi e adulti che parteciperanno. Un centro estivo per soggetti con disabilità (di vario tipo) si distingue da un centro estivo "ordinario" per molti motivi, tra cui la specificità dei soggetti utenti, il numero (inferiore a quello degli utenti di un centro aperto a tutti), i rapporti maggiormente personalizzati, le attività possibili, e altri ancora…C'è però un forte elemento comune tra i due tipi di centro: la cura del benessere dei ragazzi che frequentano, un benessere che si connette con le possibilità offerte dalla bella stagione (così almeno viene chiamata, nonostante l'afa e il caldo impietoso di agosto) e dai servizi fruibili (come la piscina, ad esempio).
L'organizzazione delle attività Le attività sono spunti utili per sviluppare una relazionalità reciproca, e per stimolare una maggiore intraprendenza nei bambini e ragazzi presenti, in un'ottica di autonomia (per quanto è possibile porsi questo obiettivo) e di espressività: ognuno è tenuto a parteciparvi, con le proprie possibilità, ed ogni operatore è tenuto a collaborarvi in modo creativo e discreto…I protagonisti di questo centro sono infatti i "ragazzi" che vi parteciperanno.
La continuità La presenza nel centro estivo di operatori che lavorano da diversi anni, non solo in estate, ma anche e soprattutto sul territorio durante l'anno, con le stesse persone che usufruiranno del centro di Rivarolo, è garanzia di continuità dell'intervento, e ne diminuisce il rischio di episodicità e di frammentarietà rispetto ai percorsi seguiti negli altri periodi.
Il rapporto con il territorio L'attenzione alle risorse del territorio è una delle caratteristiche peculiari del nostro centro estivo, che si configura non tanto come "oasi protetta", quanto come esperienza di conoscenza e contaminazione con la realtà quotidiana dei diversi paesi.
Il coinvolgimento delle famiglie Come già detto più volte sopra, risulta fondamentale per la condivisione dell'esperienza e per la sua riuscita, trovare una modalità comunicativa efficace e profonda con le famiglie, in modo da raggiungere un rapporto di apertura e fiducia. Da parte nostra, pensiamo che sia molto importante coinvolgere la famiglia, sia a livello informativo, che sul piano della restituzione del vissuto dei loro figli al centro estivo: è importante spendere qualche minuto, anche alla "riconsegna" dei figli, per condividere un percorso che non è più temporaneo, in quanto viene riproposto da più anni, ed è intermezzato da un'altra esperienza di stretto contatto, come quella dei weekend. La disponibilità ad accogliere i genitori nell'ambito dell'équipe è il segno più importante dell'apertura, e del fatto che si guarda oltre al mese, in accordo con la progettualità complessiva, nell'interesse complessivo dei loro figli. |
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DESTINATARI Potenzialmente sono tutti i disabili gravi del territorio - dai soggetti in inserimenti lavorativi, a quelli inseriti in percorsi scolastici, a quelli inseriti in cooperative di tipo A - con un'attenzione prioritaria alla fascia adolescenziale. Questo perché i ragazzi disabili (ma non solo) cominciano ad essere meno seguiti dalla famiglia proprio durante l'adolescenza e, nello stesso periodo, hanno maggiore necessità e voglia di conoscere e sperimentare nuovi contesti e nuove amicizie.
TEMPI Il progetto comprenderà 12 weekend, compresi tra ottobre e gennaio. Per ogni weekend le ore di lavoro sono 8, distribuite equamente tra sabato e domenica. Non è stabilito se di mattina o di pomeriggio: per le finalità del progetto, è probabilmente meglio utilizzare i pomeriggi.
LUOGHI Sono stati individuati quattro poli, all'interno del territorio della Bassa parmense: Sorbolo, Colorno-S. Polo, S. Secondo, Busseto. Le sedi dei weekend saranno in questi paesi, o in un luogo limitrofo particolarmente adatto. Nell'ambito di un mese (quattro settimane), ogni zona avrà quindi un weekend a disposizione, secondo questo ordine: Colorno-S.Polo, S. Secondo, Sorbolo, Busseto.
PROGRAMMAZIONE Sono previsti incontri di équipe, sia per la progettazione del servizio, che in fase di verifica. Ci sarà una figura di coordinatore tra gli operatori che avrà il compito di tenere i contatti con le varie istituzioni coinvolte, con le famiglie dei partecipanti, con i referenti dell'Ausl, e con i responsabili della cooperativa.
CONTRIBUTI ESTERNI Nel corso dell'iniziativa, potrebbero aggregarsi altri soggetti che partecipano ai weekend: genitori (come già detto) e volontari, in primo luogo. Sono contributi che, se ci fossero, potrebbero rivelarsi preziosi, anche in fase di socializzazione dell'esperienza. Agli operatori, e, in modo specifico, ai coordinatori spetta il compito di attrarre l'attenzione del contesto sociofamigliare verso l'iniziativa, e, nello stesso tempo, di porsi come interfaccia tra il "dentro" dell'esperienza e il "fuori" dell'ambiente sociale.
ATTIVITÀ I nostri scopi possono essere così sintetizzati: 1. La costruzione di percorsi basati sull'espressività pratica (disegni, collage, composizioni varie), sull'espressività artistica (musicoterapia, danzaterapia, mimica e "teatro"), e sulla vita all'aria aperta (secondo le possibilità offerte dalla stagione autunno-invernale). 2. Programmare alcune uscite collegate alle diverse opportunità offerte dal territorio (spettacoli sportivi e artistici, cinema, giochi pubblici, visite a luoghi interessanti…). 3. Immaginare nuove ipotesi di divertimento e iniziative ricreativo-culturali, da costruire insieme ai ragazzi per collegarsi al territorio di riferimento (mostre, feste, momenti di aggregazione, ecc…). |