18-10-2018

Domande e riflessioni nell’incontro “Il fine vita nelle CRA – Percorsi decisionali”.

Una giornata per approfondire un tema tanto delicato quanto importante

Oltre 55 professionisti, tra OSS e personale sanitario, presenti presso la CRA Santa Rita di Soragna per l’incontro di formazione, organizzato da Proges, “Il fine vita nelle CRA – Percorsi decisionali”. Una giornata per approfondire un tema tanto delicato quanto importante, ovvero il supporto ed il sostegno agli anziani in ogni fase di necessità, anche quella spesso dolorosa e difficile del passaggio verso la fine.

Momenti complessi durante i quali è fondamentale essere preparati così da prendere per mano con dolcezza e sicurezza. Un aiuto sia per l’anziano sia per la sua famiglia. 

Tra il pubblico anche alcuni ospiti della CRA, familiari e volontari di CRI e AVO. Un incontro costruito da formatori di alto livello, capace di stimolare domande, considerazioni e perplessità.

Il Dott. Francesco Ghisoni, responsabile Rete Cure Palliative AUSL di Parma ha aperto i lavori sottolineando come i responsabili individuati dalla Regione per ogni rete provinciale debbano svolgere una funzione di coordinamento tra i diversi punti della Rete Locale di Cure Palliative, avviando dialogo e sinergie tra i vari attori in gioco e nodi focali della questione (Ospedale, Domicilio, Case Residenze Anziani, Ambulatori di Cure palliative, Hospice). Inoltre, ha affrontato i contenuti della DGR 260/2015 e la necessità di condividere momenti formativi e di confronto tra i professionisti che operano all’interno di questi nodi.

Il Dott. Luciano Orsi, medico palliativista e Vicepresidente della Società Italiana di Cure palliative si è soffermato sui criteri di terminalità nelle patologie oncologiche e non oncologiche e i contenuti salienti della Legge 219/2017, con particolare riguardo all’applicazione nelle CRA per quegli ospiti con decadimento cognitivo.

Infine, Nicoletta Crosignani, coordinatrice Hospice La Casa di Iris di Piacenza, ha portato una riflessione su come la rimodulazione assistenziale nelle fasi avanzate di malattia possa apportare appropriatezza e qualità nella cura.