25-11-2021

#25Novembre Giornata contro la Violenza sulle donne: l’importanza dei Centri Antiviolenza

Intervista a Samuela Frigeri, Responsabile Centro Antiviolenza di Parma.

Il 25 novembre ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Una data importante, istituzionalizzata dalle Nazioni Unite il 17 dicembre 1999 con una risoluzione, dove si definisce questa violenza “una delle violazioni dei diritti umani più diffuse, persistenti e devastanti che, ad oggi, non viene denunciata, a causa dell’impunità, del silenzio, della stigmatizzazione e della vergogna che la caratterizzano”.

Secondo l’Articolo 1 della Dichiarazione sull’Eliminazione della Violenza contro le Donne, emanata dall’Assemblea Generale nel 1993, la violenza contro le donne è «Qualsiasi atto di violenza di genere che si traduca o possa provocare danni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche alle donne, comprese le minacce di tali atti, la coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia che avvengano nella vita pubblica che in quella privata». Non solo, nella stessa dichiarazione si riconosce la matrice storica, sociale e culturale della violenza di genere: “Il femminicidio è la manifestazione di una disparità storica nei rapporti di forza tra uomo e donna che ha portato al dominio dell’uomo sulle donne e alla discriminazione contro di loro, e ha impedito un vero progresso nella condizione della donna”.

Da quella data a oggi tanto è stato fatto sia per quanto riguarda l’evolversi della consapevolezza sociale, sia da parte di organizzazioni internazionali, ma ancora non basta. I numeri attuali rimango molto preoccupanti.

In questo 2021 i dati parlano di una donna uccisa ogni 72 ore, con 109 femminicidi commessi in Italia dall’inizio dell’anno: 93 uccise in ambito familiare e affettivo, 63 di loro per mano del partner o di un ex.

Una emergenza nei confronti della quale è doveroso agire prontamente.

Ne abbiamo parlato con Samuela Frigeri, Responsabile Centro Antiviolenza di Parma.

Cos’è esattamente un Centro Antiviolenza?

“Un presidio essenziale nel contrasto alla violenza maschile sulle donne. Si tratta di luoghi all’interno dei quali lavorano donne, siano esse operatrici o volontarie, che dedicano la propria attività all’accoglienza e all’ascolto di altre donne. L’esperienza dei Centri Antiviolenza è fondamentale e preziosa perché frutto di una conoscenza lunga decenni di quello che è il racconto di donne che hanno subito violenza. È un luogo privilegiato di ascolto, di politica delle donne; è il risultato di un operare quotidiano al fianco di chi ha subito violenza. Questo fa sì che le competenze maturate siano specifiche e preziose, ovvero la capacità di saper riconoscere i meccanismi che preludono o testimoniano una violenza, ma anche l’imparare ad ascoltare le donne che spesso si sentono responsabili per quello che sta accadendo loro”.

Quando è bene rivolgersi a un Centro Antiviolenza? Ci sono dei segnali da ascoltare?

“È bene chiarire che per rivolgersi a un Centro Antiviolenza, non è necessario essere vittima di aggressioni fisiche quotidiane o di situazioni che possono considerarsi esasperanti anche a livello psicologico. È importante chiamare anche solo per chiedere informazioni, per fare un primo colloquio con le operatrici al fine di sfogarsi, raccontare dubbi, quando si ha il sospetto di essere controllate nelle frequentazioni, nelle azioni e nelle decisioni. In tutte quelle condizioni che portano alla limitazione della propria libertà personale. Ci tengo a sottolineare che queste donne non solo verranno accolte dalle operatrici, ma anche ascoltate mantenendo il più completo anonimato e senza alcun giudizio ascoltata in anonimato e senza giudizio”.