07-05-2019

40° Congresso Annuale di LegaCoop: cambiare con la cooperazione

Una analisi sulla realtà attraverso il cambiamento in atto e in divenire

Nei giorni scorsi si è svolto il 40° Congresso Annuale di LegaCoop, un momento importante che ha chiuso un lungo periodo fatto di analisi e incontri a livello territoriale e regionale.

L’appuntamento è stata l’occasione non solo per il rinnovo delle cariche, ma anche e soprattutto per soffermarsi sul tema dell’interpretazione della realtà attraverso il cambiamento in atto e in divenire. Numerose le tematiche affrontate con focus sull’alleanza tra cooperative e il rapporto con la politica; il lavoro sulla governance e formazione, in modo da poter essere maggiormente competitivi creare sempre nuove competenze e sviluppare nuove imprese associate; e ancora sostenibilità, legalità e innovazione fino al concetto di lavoro e welfare.

La visione alla base di questi approfondimenti è quella di poter cambiare l’Italia mediante la cooperazione, quale soggetto in grado di ridurre le diseguaglianze proprio in virtù della sua identità stessa, dei principi costitutivi e dei vincoli sulla quale è fondata. Ecco quindi che la forma cooperativa può rappresentare una soluzione per il futuro partendo già dal suo essere più profondo, dall’aspetto di inclusività che la contraddistingue, dal saper rispondere ai bisogni delle persone, dall’avere la forza di ridistribuire le ricchezze in modo adeguato. Queste sono le caratteristiche e capacità imprenditoriali che, quando riconosciute, rappresentano un vero e proprio motore di sviluppo.

“La nostra capacità imprenditoriale – ha spiegato Michela Bolondi, presidente Proges, durante il suo intervento al Congresso - che si esprime attraverso la competenza progettuale, di gestione, di sviluppo e inclusione sui territori in cui operiamo, che genera e mantiene occupazione stabile, passa inevitabilmente dalla possibilità di generare marginalità”. 

Da qui passa anche la necessità di sfruttare questa capacità imprenditoriale per iniziare a progettare con l’ente pubblico in modo ancora più costruttivo, guardando al domani.