29-05-2020

Proges ai tempi del Coronavirus: il racconto di questi mesi tra voci e testimonianze dirette dalla Cooperativa

Continuano le testimonianze dirette di chi lavora all’interno di alcune strutture

Sono stati mesi molto complessi, fatti di timori, emozioni e prove, talvolta difficili fisicamente ed emotivamente. L’emergenza sanitaria Covid_19 ha comportato la necessità di rimodulare completamente il modello di gestione lavorativa, per affrontare urgenze e nuove necessità. Proges ha fatto fronte a queste problematiche grazie al prezioso contributo professionale di soci e dipendenti, che sono stati in grado non solo di rispondere prontamente, ma di adattarsi e dimostrare quella dedizione ed energia fondamentali per il mantenimento di controllo e sicurezza nelle diverse situazioni.

Continua così il nostro percorso di ascolto su questo periodo di lockdown, attraverso il racconto di alcune testimonianze, impressioni, esperienze e sensazioni.

  • Com’è cambiato il tuo lavoro ai tempi del Covid-19?

“Sicuramente ci sono stati tanti elementi di cambiamento – inizia a parlare Vanessa Sigalini, Psicologa – primo fra tutti il fatto che le strutture siano state chiuse ai parenti. Questo ha comportato la necessità di preservare i rapporti tra gli anziani e le loro famiglie. In questo ci è venuta in aiuto la tecnologia delle videochiamate”.

“Il mio lavoro, a livello logistico, non ha subito particolari variazioni – spiega Elisa Zamboni, Coordinatrice CRA Melograno (PC) – ma è cambiato molto il carico quotidiano. Ogni giorno sorgevano problemi nuovi da risolvere velocemente, però sono molto contenta di aver trovato collaborazione e professionalità da parte della mia equipe”.

Anche per Mariana Bold, Coordinatrice CRA Gardenia (PC), è il ritmo del lavoro quotidiano ad essersi stravolto: “Il mio lavoro non è cambiato dal punto di vista logistico, ma solo per quanto riguarda i tempi più serrati e il fatto di non staccare mai la spina anche tornando a casa”.

Il primo vero cambiamento è stata la decisione immediata di chiudere la struttura da accessi esterni - sottolinea Anna Bertorelli, Ufficio Amministrativo RSA Casa Serena (TO)Ci siamo ritrovati a dover aggiungere altre mansioni al nostro lavoro abituale”

“È cambiato con il telelavoro, una grossa opportunità ma che io userei integrata alla modalità di lavoro tradizionale”, sostiene Lisa Bolzoni, Ufficio sistemi Integrati Qualità Sicurezza.

Anche Claudia Ghezzi, Ufficio Amministrativo, identifica il cambiamento con il telelavoro: “da quando è iniziata l’emergenza, tutti siamo stati attrezzati per lavorare in smartworking, e io ritengo sia un’ottima opportunità da mantenere. Certamente, è venuto a mancare il contatto con i colleghi”.

“L’emergenza sanitaria ci ha colto di sorpresa ma non impreparati – evidenzia Mirko Affanni, Ufficio finanziario – la Cooperativa è stata veloce ed efficiente nel permetterci di lavorare da casa in modo completo e in sicurezza”.

  • Come stai vivendo questa situazione di cambiamento, di mancanza di contatto tra colleghi? Quali prospettive vedi per il futuro del tuo lavoro?

Vanessa Sigalini, Psicologa: “Sicuramente è stato difficile, anche a livello personale. Il lato positivo è stato che il lavorare in un contesto di emergenza ha reso tutti maggiormente flessibili”.

“In non poter avere contatti con le altre persone si fa sentire molto – spiega Claudia Ghezzii rapporti personali sono fondamentali e con i colleghi manca la battuta in ufficio, il confronto. Vedo sempre più digitalizzazione, che richiede di adeguarsi continuamente. Questo Covid, ci sta insegnando che dobbiamo essere preparati a tutto”.

Mirko Affanni: “È innegabile come la mancanza del contatto umano tra colleghi possa avere un impatto negativo. L’ufficio è il luogo dove avviene lo scambio di idee, di iniziative e di progettualità che creano valore aggiunto, spesso difficilmente trasmissibili da remoto”.

  • Ti senti orgoglioso della Cooperativa e dei tuoi colleghi che, nella cura degli anziani e dei più fragili, oggi sono in prima linea?

“Sì, sono molto orgogliosa della Cooperativa – ci tiene a sottolineare Elisa Zamboniperché in questo periodo di emergenza  ha fornito tutti i presidi di sicurezza per poter lavorare in tranquillità. Ma sono anche orgogliosa di tutti coloro che hanno lottato e remato con me per portare la nave fuori dalla tempesta”.

Dello stesso pensiero Mariana Bold “Sono molto orgogliosa dell’equipe con cui lavoro, perché in questa situazione non si è risparmiato nessuno”.

Lisa Bolzoni:Sono orgogliosissima di chi in questo momento non ha abbandonato le persone più deboli, rimanendo accanto a loro e inventando nuovi modi di fare assistenza”.

Anna Bertorelli: “Sento molto forte l’attaccamento e il senso di squadra. È come se ognuno di noi fosse un mattone del muro che abbiamo cercato di costruire per difendere in nostri ospiti della RSA. Sono orgogliosa di far parte di questo gruppo e di questa Cooperativa”.