04-02-2019

“Iris Day”: una giornata per raccontare l’Hospice La Casa di Iris

Un momento organizzato con l’obiettivo di fare il punto sull’attività della struttura che compirà otto anni

Una giornata per raccontare la realtà dell’Hospice la Casa di Iris di Piacenza, per far conoscere l’importante lavoro svolto dalla struttura, dai suoi dipendenti e dai volontari: l’Iris Day si è svolto a all'Auditorium Sant'Ilario con istituzioni, associazioni e cittadini.

Un momento organizzato con l’obiettivo di fare il punto sull’attività di una struttura che a giugno compirà otto anni, ma anche raccontarla attraverso le storie di chi la abita oggi e l'ha abitata in passato, come volontario e come paziente.

I numeri potrebbero parlare da soli: 16 posti letto, 30 volontari, 8 infermieri e altrettanti Oss, 410 mila euro raccolti solo nel 2018, 197 euro al giorno erogati dalla Regione per ogni paziente e 720 garantiti dall'associazione "Insieme per l'Hospice".

“Di hospice ce ne sono tanti, ma di Casa di Iris solo una - ha spiegato il sindaco Patrizia Barbieri - qui si parte dalla persona, dalle sue aspettative, dal rapporto coi familiari, perché alla Casa di Iris non si è semplicemente dei malati, ma delle persone e questo fa la differenza”.

“Per noi essere all'interno di questo progetto è un onore - ha spiegato Michela Bolondi, Presidente del Consorzio Iris e Presidente Proges - si tratta di un servizio rivolto a dare sollievo a chi non ha la possibilità di avere un percorso terapeutico legato alla guarigione”

Un servizio che si è consolidato e cresciuto nel tempo, come ha voluto sottolineare la Direttrice sanitaria Giovanna Albini “Nel 2012 erano 246 i ricoveri e 230 le persone ricoverate: nel 2018 ne abbiamo contati rispettivamente 273 e 256, di questi il 52 per cento arriva da una sede domiciliare, il 37 per cento dall'ospedale e il 14 dalle cliniche. La degenza media è di circa 20 giorni, anche va sottolineato che la terminalità ha una variabilità individuale che può durare da un giorno a due anni. Nel 2018 la copertura dei posti è stata circa il 96 per cento”.

L’importanza del ruolo svolto dalla vicinanza dell’altro, dalla capacità di saper stare accanto al malato e alla sua famiglia, ma anche e soprattutto di trattare i singoli casi, sono gli elementi fondanti di una realtà come la Casa di Iris. Sono le figure del personale sanitaria, gli angeli che vivono intensamente la quotidianità di questo luogo e ne rappresentano il racconto di ogni giorno, con la loro forza e sensibilità, con l’ascolto e la cura del malato.